Pubblicati da Alberto Stoppa

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il Carnevale – Storia di un Gioco pericoloso e spunti di Libertà

Il Carnevale Storia di un Gioco Pericoloso, e spunti di Libertà. Siamo in molti oggigiorno a conoscere le storie che stanno dietro alle festività che scandiscono i tempi dei nostri calendari. Tempi che per lo più sembrano offrire uno spazio di respiro dalla frenesia e dagli impegni quotidiani, piuttosto che momenti “Sacri”. Spesso abbiamo anche paura di sentire parole come questa! “Sacro” .. e non a torto! se lo consideriamo nella sola prospettiva narrata da chi sopra questo, non solo ha eretto il proprio Potere, ma ne ha mistificato il significato usandolo come pretesto per dettare leggi e creare gerarchie. Ma il Sacro è ben altro che dominio, gerarchia o fantasia. E anzi ben più vicino al Vero.. e al Gioco ! Ed è proprio qui che entra in scena il Carnevale. La sua origine ci riconduce ai Saturnalia, una festività romana nei quali giorni di celebrazione si poteva assistere a qualcosa che oggi sembra fantascienza, tale è l’addomesticamento al quale siamo stati sottoposti. Durante questi giorni ogni gerarchia veniva rimossa, ribaltata, il Re veniva spogliato non solo dei suoi vestiti ma anche del suo potere; il popolo poteva festeggiare e sbeffeggiare il monarca e tutta l’impalcatura gerarchica. Come mai questo? Perchè lo stesso Saturno che oggi noi conosciamo come l’austero reietto.. è diventato tale per essere stato scacciato dalla nostra Cultura ! Saturno rappresentava infatti l’era dell’Abbondanza, dell’Uguaglianza, l’età dell’Oro! Un periodo storico che non viene menzionato nelle scuole istituzionali ma che è conosciuto dai ricercatori come il periodo delle popolazioni Gilaniche, un periodo in cui nel bacino del mediterraneo si viveva in amore e fratellanza, in cui si svilupparono le arti ed i mestieri e non vi erano mura a protezione delle città.. perchè non vi era nulla e nessuno da cui difendersi! Così i Saturnalia hanno la funzione, se non altro psichica, di “Ricordare” l’età dell’Oro schiacciata dal violento patriarcato. Tutti, in quei giorni, lasciavano cadere le proprie maschere e in una festa collettiva banchettavano, dicevano ciò che negli altri giorno non avrebbero potuto neanche sussurrare.. tutti si ricordavano di essere Uomini prima ancora di essere Padroni o Schiavi, Uguali, prima che divisi dai loro ruoli e maschere quotidiane. Maschere .. Maschere che nel giorno d’oggi abbiamo dovuto imparare ad indossare troppo presto per sopportare una realtà che spesso non vede oltre.. la maschera.. maschere che nascondono identità e fragilità che ci appartengono per natura maschere nelle quali spesso ci identifichiamo, in maniera rigida, costringendoci ad una piccola visione di noi stessi.. e degli altri.. maschere che ci separano dagli altri.. maschere che possiamo scegliere di indossare, se ci ricordiamo che è un gioco.. e che dietro la maschera siamo tutti uguali, tutti, innanzitutto, Umani. Questi sono i ruoli delle maschere.. e dovremmo meditare bene su questi aspetti se non vogliamo diventarne schiavi.. o non vogliamo vivere una vita di facciata ma nutrire tutto ciò che sta dietro.. alla maschera. Dentro, come ci insegna l’antroposofia. Perchè questo discorso? Perchè nonostante crediamo di vivere una modernità all’avanguardia, sembra alle menti a cui piace indagare il profondo, che oggi qualcosa sia stato perso, banalizzato, sia stato messo a tacere e accomodato per non disturbare. (con quanti di noi adulti è stato fatto così quando eravamo piccini? E in quanti ripetiamo oggi la stessa storia con i nostri figli?) Così il Carnevale, letteralmente “levare la carne”, già trasposizione di una festa in cui l’ordine sovvertito ricordava a tutti un antico mondo.. e che vorrebbe ricordare un momento di eccesso prima del sacrificio Pasquale nel quale si richiede digiuno e disciplina.. diventa oggi pallido simulacro del precedente. Svuotato ulteriormente di significato e privato delle sue radici storiche, psicologiche e sociologiche non rimane che un ennesima data nel calendario nella quale spendere soldi e mangiare il dolciume tipico di turno. Oppure, con un po’ di impegno e attingendo alla spiccata fantasia dei bambini, oltre che a quella dei “nostri” bambini interiori, può diventare la nuova opportunità per rendere onore alle nostre radici e trasformare in magico ciò che è babbano, in Sacro ciò che è profano. E forse possiamo così riscoprire che siamo noi gli artefici delle nostre Vite..  e che sta ad ognuno di noi .. e poi “insieme” .. Creare e Co-Creare questa magia che per tanto tempo ha abitato la nostra terra creando bellezza e coesione .. Cultura! Si, perchè per quanto la cultura dominante, ovunque, nel mondo, abbia provato a schiacciare ed a reprimere le usanze popolari.. ovunque nel mondo queste si sono trasformate per tramandare quell’antica conoscenza che “ricorda” agli uomini la propria natura e l’importanza del tessuto sociale come contenitore e fertilizzante per una crescita equilibrata. È ben vero che talvolta queste feste e taluni rituali funzionano più come “valvola di sfogo”di una vita ormai gerarchizzata in cui la vitalità è stata repressa in nome dell’ordine (?) imposto, ma rimangono comunque opportunità per celebrare insieme la Vita e ricordare quell’età dell’oro in cui non c’erano padroni e schiavi.. ma solo uomini che condividevano. E noi oggi cosa possiamo fare? L’invito è quello di prendere spunto dal messaggio che portano queste feste, il carnevale vuole maschere e ricorda un ribaltamento dei ruoli ? Bene! Giochiamo! Proviamo a guardarci in faccia, a noi stessi ed in famiglia, e proviamo con amore e comprensione a chiederci .. quale ruolo ho incarnato fino ad oggi?  E all’altro.. quale ruolo ti ho dato fino ad oggi? E poi insieme .. facciamo cambio? O .. possiamo spogliarci, almeno per un giorno.. di questi ruoli ? E ai più piccini, spesso schiacciati dalle nostre mascere e ruoli.. se oggi fossi tu al comando.. cosa vorresti fare? Voglio sottolinearlo.. il confine fra ciò che è pericoloso e ciò che è sicuro, lo reggiamo noi genitori! Ma anche in questo.. se ci va .. proviamo a fare un passo indietro.. è davvero un pericolo ciò che “io percepisco come pericoloso” ? O è una paura appresa ? Si, perchè ognuno di noi in questa vita ha le sue paure, sono umane e vanno rispettate,

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arriva il Natale.. Grinch o Magia ?

Arriva il Natale.. E molti piedini cominciano a scalpitare nevroticamente. Un pò come i piedini del Grinch.. Le cui scarpe sono molto strette.. Motivo per cui è arrabbiato col natale? O è perché ha il cuore due taglie più piccolo che è arrabbiato col natale? la storia, in modo neanche tanto metaforico, ci racconta qualcosa che credo tocchi un po’ tutti. Il Grinch non odia il Natale perché è cattivo, io credo che “nessuno” sia cattivo per natura. Ciò che vediamo è sempre e solo il risultato di una storia e di un dolore che non è stato compreso e digerito. Facciamo tutti così.. anche col Natale.. Dobbiamo però andare oltre per comprendere bene quanto asserisco. Più in profondità. Seguitemi e vi accompagno in questo bel viaggio. Il Grinch odia il Natale perché è ferito! Il suo rancore non nasce dalle lucine, dai canti natalizi e le loro smielate melodie.. e tantomeno dai pacchi colorati ! nasce da un vuoto, da un mancato senso di appartenenza. Il Grinch, in fondo, è l’immagine perfetta di chi, sotto le feste, si sente fuori posto, come se la gioia collettiva mettesse in risalto ciò che dentro è rimasto irrisolto. Un dolore, congelato come la fredda caverna che lo ospita. Le lucine natalizie e i caldi colori non penetrano il grosso strato permeabile che corazza un’ombra profonda, una grande ferita dell’Anima. E allora.. ripudia! Non può sostenere tutto questo amore che vede fuori perché più amore vede fuori più deve alzare le difese per non sentire quanto la mancanza di tale amore sia dolorosa. Il Natale amplifica.. tutto.. soprattutto ciò che manca. Amplifica le famiglie spezzate, le relazioni tese, la solitudine, le aspettative deluse, le memorie d’infanzia che tirano come fili invisibili l’anima giù, giù, sempre più giù, dove ne calore ne luce possono arrivare a scaldare ne illuminare. Amplifica quel senso di distanza che ciascuno prova quando si sente escluso da qualcosa, o qualcuno, che “dovrebbe” invece essere caldo, luminoso, intimo. E quando ci si sente esclusi… si attacca ciò da cui ci si sente esclusi. Almeno così abbiamo imparato a fare da chi ci ha preceduto, non è una tattica molto vincente, ma è l’unico modo che la maggior parte delle persone ha appreso, difendersi e attaccare per non essere annientati. almeno apparentemente.. perché di fatto, nel frattempo, l’anima perde vitalità. La mente entra in un circolo vizioso in cui comincia a escogitare vendette e sogni di gloria. Il corpo si irrigidisce e accumula e accumula tensioni che non può poi che sfogare in scatti di rabbia o in movimenti sgraziati. Il vero bisogno viene così dimenticato, il cibo diventa freddo e inconsistente, rappresentato magnificamente dalle bottiglie di vetro che mangia angosciosamente il mostro verde sulla sua “sola” poltrona. e così il bisogno “rimosso” di affetto, di uno sguardo tenero e di un morbido abbraccio.. distante.. come la sua buia e fredda caverna dal gioioso e appassionato paese dei “nonsochi”. un paese che però ha anch’esso un problema.. sembra che l’eccitazione provocata dal natale sia mossa più dal senso di importanza esteriore dato dalle lucine e dai regali, che non da un sentimento profondo che unisce le famiglie ed il villaggio. ed è qui che entra in gioco la piccola Cindy Lou con le sue treccine bionde ed un sorrisetto da far innamorare chiunque.. lei non ha paura del Grinch! lei vuole che anche lui sia partecipe al Natale! lei vuole che il Natale lo si festeggi tutti insieme! Il bambino interiore, quell’esserino piccolo e iper-sensibile che c’è in ognuno di noi e che vuole il massimo bene di tutti coloro che gli stanno intorno, arriva a sconvolgere lo scenario! proprio come in una Costellazione familiare Psico-Sciamanica dove possiamo vedere e toccare con mano ( e con sentimento) quale sia il reale potere di questa parte di noi. Cindy Lou è piccola, si, ma sa quanto le basta per attuare l’opera alchemica. Il suo cuore è puro e con mobilità mercuriale penetra la fredda corazza della montagna, rappresentazione simbolica delle resistenze all’amore del verde Grinch.. e instaura con lui un rapporto. Il canale è aperto. Ora serve solo un po’ di tempo affinché questo piccolo Cuore ricominci a scaldarsi, “cresca di 3 taglie” e permetta al mostro di uscire dalla caverna e tornare fra i suoi simili con il più bel regalo che ci si possa aspettare dal Natale, “il festeggiarlo con un puro sentimento di gioia e di appartenenza”. il desiderio della piccola maga è stato esaudito. l’opera di Trasformazione Alchemica è stata compiuta, la piccola fa ciò che il Cuore le Comanda e il Grinch torna in città. Il papà, simbolo dell’adulto del racconto, dapprima remissivo nei confronti del Gonfio Sindaco, simbolo del giudizio rigido che non permette il contatto con l’Anima, ora fa un bel respiro e prende la parte della piccolina nel difendere la sua causa. Preso contatto col grande escluso dalla storia, ovvero con questo mondo emotivo rimosso di cui il mostruoso Grinch è portavoce, anche il papà è cresciuto. E’ un maschile che ascolta e che comprende tutte le parti di sè, anche quelle più scomode e anticonformiste e .. sentimentali.. quello che rende l’uomo “adulto” “Padre”. Un Papà che solo ora, dopo il Lavoro compiuto dalla figlia, dalla bambina interiore, può tirare fuori la voce con ferma consistenza e decretare che ciò che è stato fatto è giusto, togliendo potere così al sindaco e sollevando la figlia..  l’ Anima, sul trono del Bello del Vero e del Buono. Babbo Natale in modo magico quanto sottile ha compiuto la sua opera. Il Natale non è solo “Salvo”.. Il Natale ha rinnovato la comunità andandola a risvegliare dal torpore del piatto consumismo per renderla aperta, partecipe, Viva nel suo Cuore! Ecco perché molti sono mooolto arrabbiati col Natale. È senz’altro Vero che il Natale è oggi oggetto di grande speculazione consumistica, si. Ed è anche Vero che spesso non sappiamo neanche più perché lo festeggiamo, sradicati dai cicli naturali e solari, e indottrinati dalla cultura dominante,

” la retorica del Guerriero nello Sciamanesimo.. e il Gioco.”

” la retorica del Guerriero nello Sciamanesimo.. e il Gioco.” Nelle tradizioni sciamaniche del Meso e Sud America, il guerriero non è semplicemente un combattente: è un uomo (o una donna) che ha scelto di camminare consapevolmente verso la propria evoluzione. Il suo campo di battaglia non è fuori, ma dentro. La sua lotta non è contro nemici esteriori, ma contro le proprie ombre, illusioni, paure, attaccamenti e menzogne interiori. Il guerriero nel mondo sciamanico è colui che lotta per diventare sveglio, sempre più sveglio, integro e libero. Libertà che si acquisisce con la Presenza, costante, nel proprio mondo interiore, nei propri pensieri, nel proprio corpo, nei propri bisogni reali e quindi nel Piacere di Essere, di Esserci. Non si identifica con la violenza, ma con la disciplina, l’attenzione, il coraggio di guardarsi dentro, anche quando fa male. Combatte l’autocommiserazione, l’importanza personale, l’autoinganno. Riconosce che “l’unico potere vero è quello che nasce dal conoscersi davvero e servire qualcosa di più grande di sé“. Oggi, nel nostro mondo occidentale, abbiamo esportato questa figura archetipica all’esterno: lottiamo per cause, per soldi, per affermazioni, per resistere alla vita stessa. Certo, tutto questo è la risposta, la reazione, ad un trauma collettivo ed ancora in ombra, che ci porta a “stare fuori”, lontani da noi stessi. Ma il più grande peccato è che ci dimentichiamo che la lotta più sacra è quella interiore. La vera sfida è non lasciarsi possedere dalle emozioni distruttive, è rimanere presenti quando l’ego urla vendetta, è scardinare i vecchi schemi che ci rendono reattivi, chiusi, manipolatori, vittime. Meditiamo bene su ognuna delle suddette parole. Quanto reagiamo alla vita? Quanto siamo chiusi? Quanto manipoliamo? Quanto mentiamo.. (E ci.. Mentiamo)? Quella del Guerriero è un immagine potente che dobbiamo vedere bene, ma c’è un’altra immagine che sento vicina: il Guerriero come “Giocatore”.. Sacro! Un uomo che sa che la Vita è un Gioco Serio, con regole profonde. Un gioco che richiede attenzione, presenza, responsabilità, dove non si vince contro qualcuno, ma insieme a qualcuno, dentro un campo condiviso. Il guerriero-giocatore non gioca per stare sopra gli altri, per apparire, per sentirsi qualcuno rispetto a qualcun altro, ma per scoprire chi è. Gioca con onore, con rispetto, con cuore. Sa che ogni mossa – ogni parola, ogni azione, ogni pensiero – è una scelta che può condurlo più vicino o più lontano dalla libertà. La nostra Cultura, quella nella quale siamo nati tutti noi, quella del dominio e della prevaricazione, quella della competizione, quella dell’usura, la cultura che ci vuole tutti controllori mentre siamo controllati, e che ha chiuso gli occhi allo Spirito, fa grossa difficoltà ad accettare che ci potrebbe essere un modo diverso di vivere la Vita. Il Gioco vero ed il suo immenso potenziale è stato disconosciuto, banalizzato, imbrigliato in forme concettuali che ancora servono vecchi schemi di pensiero e le vecchie e sempre più incancrenite e spaventate forme di potere. l’Adulto medio, che è in realtà un bambino ancora traumatizzato, invece di aprirsi e comprendere la dimensione del Gioco per liberarsi, difende questi stessi schemi che lo imprigionano in una vita di doveri e responsabilità, giudicando il gioco come infantile. ma abbiamo mai veramente imparato a Giocare? ci è mai stato concesso di Vivere il Gioco per ciò che è? la più alta forma di espressività umana che mette in relazione corpi e pensieri e intelligenze e talenti! e lo fa con nessun altro scopo che non sia il Piacere, la Condivisione, lo Stare Insieme, nel Benessere! La dimensione ancestrale e mistica dello Sciamanesimo può aprirci anche a questa concezione di Vita, al concetto di Homo Ludens raccontato brillantemente da Riane Heisler nel suo libro “il calice e la spada”, una conferma di come la civiltà e la cultura fioriscano in un clima animico favorevole come quello che plasma la dimensione del Gioco. Al di là di tanti concetti e pregiudizi che reggono la società della menzogna attuale, c’è una possibilità infinita di mondi da creare, mondi creati dai nostri modi. Ampliare i nostri orizzonti ci permette maggior libertà di azione. Il Guerriero-Giocatore credo che sia l’archetipo che più abbiamo bisogno di integrare in questo momento per favorire il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo. Lo sciamanesimo, vissuto, praticato, non scimmiottato, è una strada di libertà, Una strada che crea donne e uomini con i piedi molto più a terra di quanto le piccole e atrofizzate menti dell’occidentale medio incastrato in una realtà che subisce e sulla quale non ha nessun potere.. possano anche solo lontanamente immaginare. Questa è Religione, quella Vera, quella che ci fa fare il Sacro atto di Riconnetterci al nostro potenziale Divino. Quello che solo uno Spirito Guerriero e Giocoso può compiere. Guerrieri per vincere le nostre Paure e le nostre Ombre, Giocatori per poter creare da uno Spazio di Piacere e di Amore, con sentimento di Connessione e Fratellanza. Per noi e per tutte le nostre Relazioni, per la Vita ed il Mistero che la Governa. Benedizioni ! Kalki San (Alberto) Uomo Medicina Al link seguente puoi trovare le nostre proposte di formazione, spazi dove per imparare a camminare questo cammino con noi: Scuola di Formazione Sciamanica – La Via del Sacro telegram: t.me/pachamamaolistica    

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il mito del Salmone

Il mito del Salmone un Mito degli indiani d’America del Nord per la pacificazione di feroci opposti Lévi-Strauss, antropologo ed etnografo di gran spicco, ci racconta di come le popolazioni indigene del Nord America fossero perfettamente integrate con la Natura, tanto che i loro miti si fondevano con una psicologia profonda capace di abbracciare dicotomie che oggi portano l’uomo moderno a vivere frammentato. Tra questi miti, quello del salmone rivela una comprensione armonica della relazione tra vita e morte, sacro e profano. Il ciclo vitale del salmone – che nasce nei fiumi, migra nell’oceano e ritorna per deporre le uova prima di morire – non era solo un fenomeno naturale, ma un potente simbolo di rigenerazione e continuità. Il ritorno dei salmoni rappresentava il perpetuarsi della vita e il legame indissolubile tra morte e rinascita, due forze che, per queste comunità, non erano opposte, bensì complementari. Il salmone, nei miti, assumeva un ruolo sacro: era uno spirito che si sacrificava per nutrire l’uomo, un dono della Natura che doveva essere onorato. I rituali, come quello del “Primo Salmone”, servivano a riconciliare il consumo quotidiano con il rispetto per la vita, restituendo le ossa al fiume per assicurare il ritorno del salmone e la continuità del ciclo vitale. Questo gesto rituale trasformava il profano in sacro, creando un equilibrio tra il bisogno umano e il rispetto per il mondo naturale. Lévi-Strauss sottolinea come il mito del salmone incarni la mediazione tra mondi opposti – mare e fiume, natura e cultura, vita e morte – mostrando che queste dicotomie, che oggi spesso frammentano l’uomo moderno, erano per queste popolazioni unificate in una visione ciclica e armoniosa dell’esistenza. È una lezione di integrazione e rispetto, che invita a riscoprire la sacralità insita nella vita e nella morte, nei gesti quotidiani e nei grandi cicli naturali. Un esempio di questa frammentazione portata dalla modernità è il rapporto col cibo; le persone, soprattutto quelle che vivono in città, auto-escludendosi dal ciclo diretto di approvvigionamento, incapaci quindi di coltivare quanto di cacciare, perdono il contatto diretto con il ciclo vita-morte e questo li porta a squilibri che si manifestano sotto più aspetti. Vediamo così progredire un consumo smoderato di carne da una parte, col prezzo della repressione dei sentimenti di sana aggressività che servirebbero per poter cacciare (oltre al costo ecologico di cui non è questa sede di approfondimento..), e movimenti di vegetarianesimo o veganesimo dove la stessa aggressività diventa sfogo contro i primi “come Ombra” per la propria uguale e contraria incapacità di assumersi la responsabilità di pacificare internamente questa dicotomia. Di fatto, solo pacificando questi opposti, ognuno è davvero libero di “scegliere” di cosa nutrirsi, in Coscienza. Come ogni mito ben studiato anche questo del Salmone ci svela come la Naturale Saggezza dei popoli ancestrali possa essere oggi spiegata ed avvalorata dalle nuove scienze che indagano l’Anima ed i suoi fragili equilibri, e come questi diventino risorsa e risposta alle urgenti necessità dell’uomo moderno di ritrovare una strada che lo ri-connetta alla Natura della quale è parte. Natura e Cultura non sono opposti impossibili da conciliare, sta ad ognuno di noi muoversi per attuare ed armonizzare questo sposalizio. Ahò! e Buon Cammino nella Bellezza. Alberto – Uomo Medicina Scuola di Formazione: Seminari Online e Percorsi Sciamanici Sacro Maschile: Equilibrio, Mitologia e Guarigione t.me/pachamamaolistica https://www.instagram.com/pachamama_olistica?igsh=MXZpMWJldjRobTNjZg==

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Sacro Maschile – Iniziazione Sciamanica al Lavoro Interiore

Il Sacro Maschile Parlare di Sacro in questo tempo è davvero rischioso, da una parte si rischia di essere tacciati di essere “moralisti” incalliti che non sono capaci di vivere la normalità della vita, dall’altra si può essere visti come profanatori di spazi e temi che per cultura son stati ben custoditi da determinate sette, o logge, o lobby di potere. profanatori di un templio quindi.. Templio che è però, attenzione, stato ormai occupato ai vertici da chi di Sacro non ha neanche più l’osso che sta alla base della colonna vertebrale, la stessa colonna che si erige verso l’alto e che ci ricorda che il nostro stare “eretti” da indicazione di quale sia la nostra “naturale” direzione. Piedi a terra quindi .. e capo in alto! Eppure il tema del Sacro è un tema che ha radici ben più lontane e ben più profonde di qualsiasi critica che può essergli mosso. é la natura stessa dell’uomo ad essere pregna del carattere Sacro, se solo si ha Spirito e Mente per spingersi “un pò più in là” di ciò che gli occhi possono vedere e i sensi percepire. Nel mio cammino ho potuto sperimentare tutto ciò, dalle critiche velenose alle battute banalizzanti che tentavano di esorcizzare il “terribile” messaggio che è insito nel discorso stesso del Sacro, sistemi per lo più di auto-difesa che proteggono quello straccio di personalità che si è riusciti a conquistarsi per potersi definire.. dal dover ammettere di non avere struttura ne forza per potersi “aprire” a scoprire qualcosa che non è banale ne scontato.. e che va conquistato .. di cosa sto parlando? sto parlando del semplice fatto che ognuno di noi nasce in un determinato modo, in una determinata famiglia, in una determinata società, in un determinato territorio, in un determinato momento storico .. e questo determinato ed unico semplice fatto crea un determinato ed unico complesso di sensazioni, emozioni, pensieri, cellule e interazioni bio-chimiche e spirituali che rendono ognuno di noi ciò che è .. il proprio corpo, il proprio pensiero, le proprie credenze, le proprie inclinazioni, le proprie dinamiche e quindi le proprie “fortune” e le proprie “sfortune”. e così .. a meno che non ti “svegli“.. tu pensi di essere proprio quello. La stragrande maggioranza delle volte le persone iniziano il percorso Spirituale perché si rendono conto che proprio alcune di quelle dinamiche che si son ripetute tutta la vita ora cominciano a pesare.. e scelgono, finalmente, di fare qualcosa per poter cambiare. inizia quindi il percorso di “smembramento” secondo il linguaggio sciamanico.. o di “destrutturazione”.. andando quindi a vedere cosa genera quel “problema” si cerca di eliminarlo, si va alla radice del problema e si da nuova istruzione. facile no? per niente, ci va tempo, attenzione, costanza e perseveranza.. ci va Cura! Presenza costante a ciò che succede dentro di Sé, in tutti le sfere che compongono il Sé. vi racconto una storia e visto che stiam parlando di sacro maschile ne riporto una che prende maggiormente in causa alcuni suoi aspetti. Con questa vi si chiarirà meglio il quadro. G. è un uomo di 65 anni, arriva da me ad una cerimonia sciamanica e il suo intento è quello di curare l’alcoolismo, ha già fatto dei percorsi terapeutici ma non hanno sortito un gran chè su di lui. Dopo lo prima cerimonia sente di essere sulla strada giusta, lo invito a partecipare al percorso sul sacro maschile e con qualche difficoltà ma con grande volontà partecipa a tutte le serate mantenendo la sua direzione ben ferma sul suo obbiettivo e dandosi costanza in questo lavoro che ha intrapreso. durante il ritiro finale lo tengo per ultimo per il lavoro individuale, sento che ha bisogno di una spinta più forte per entrare bene nel suo processo e così è. Ben “aperto”, quindi già emotivamente smosso da tutti i lavori fatti prima di lui, G. comincia il suo lavoro di Costellazione Psico-Sciamanica per risolvere il suo problema di alcoolismo. durante la costellazione osserviamo come lui da bambino si sia messo in protezione e sostegno della mamma, una mamma molto in difficoltà perché con tutto l’amore che provava per il figlio si è trovata praticamente sola a dover sostenere tutta la famiglia; il papà è infatti un uomo molto debole, poco presente emotivamente ma anche energeticamente, poco responsabile e non in grado di sostenere la famiglia. la mamma risente di questa mancanza e comincia ad ubriacarsi. Beve alcool da quando lui è infante a quando diventa adolescente. G. ci racconta di un episodio dove lui la supplica di portarla al cinema, lei con molta fatica acconsente ma usciti dal cinema è ubriaca e va a sbattere contro un poliziotto che accorgendosi del suo stato la fa portare al pronto soccorso, con G. appresso che sta morendo dalla paura, di perdere la mamma, di perdere quindi anche se stesso completamente. il padre sembra quindi accendersi un attimo, ma è una scintilla come quella dello zolfo dei fiammiferi, si rispegne subito dopo e non attua niente di diverso. Quando G. è adolescente la mamma smette di bere aiutata da un gruppo di alcolisti anonimi, ma il peso della mancanza energetica del padre nella famiglia si sente e ricade su G. che proprio in quel periodo comincia a bere. nella costellazione emergono delle dinamiche molto interessanti che aiuteranno G. a venire fuori da questa situazione. G. è non solo molto fedele alla mamma, nel senso che pur di starle vicino la copia in ciò che l’ha fatta soffrire; non solo si sente lui il colpevole della stanchezza e della debolezza della mamma (pensava infatti che se non ci fosse stato, lui e le sue richieste di bambino.. lei sarebbe potuta stare meglio) ma è anche e soprattutto cieco relativamente alla rabbia che quel bambino che è stato, prova verso suo padre per non essere stato in grado di aiutare la mamma ed essere quindi stato con-causa dell’alcoolismo di lei prima .. e di lui dopo. G. prende coscienza di questa parte di lui e

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Costellazioni Psico+Sciamaniche

Spesso non vogliamo vedere, Spesso “non possiamo” vedere.. Perché ci sono realtà troppo dure, davvero troppo, troppo velenose, da poter mandare giù.. Da poter digerire. E così ci voltiamo, ci mettiamo le mani davanti agli occhi, come fa un bambino, come se così facendo ci si potesse proteggere e si potesse magicamente far sparire ciò che succede.. la fuori. Ma l’anima sente, ha occhi che penetrano l’invisibile, orecchie che odono l’inaudibile, membrane che vengono permeate da ciò che è, al di là di ciò che si crede e si pensa. Così, quelle storie che non crediamo possibili, vivono dentro di noi, abitate dal piccolo immenso popolo delle nostre cellule e dei nostri mondi psichici interiori, continuano a portare messaggi alla nostra parte cosciente, scalpitano, urlano e gridano! vogliono farsi vedere. I loro messaggeri sono i Sogni, sono i “cattivi pensieri” che perentoriamente si presentano alla Coscienza, sono i Sintomi che ci inchiodano all’improvviso su un letto, come su una carrozzina. Ce la mettono tutta per potersi far vedere e ascoltare, Perché? Perché la loro unica via d’uscita è che noi questa esperienza la mastichiamo, sentendone fino in fondo l’amaro, per poi buttarla giù, sentendone ancora l’effetto che provoca nel nostro corpo, e così digerirla.. Solo così poi la possiamo evacuare.. Per questo piccolo immenso popolo questa è l’unica possibilità di potersi liberare.. Ed è nostra, solo nostra, responsabilità, dargli voce. Perché questo piccolo immenso popolo non è altro che una piccola parte di ciò che chiamiamo “Io”. Un “Io” che ha bisogno di crescere e che l’unico mezzo che ha per farlo è comprendere. Sapete.. quando siamo piccoli non abbiamo questi strumenti, non abbiamo stomaci pronti a digerire pesanti situazioni, soprattutto quelle che ci piombano addosso perché non se ne stan facendo carico i genitori e che quindi irrimediabilmente ricadono su di noi, Ma ora che siamo adulti, “se davvero ci vogliamo definire tali”, si, ora possiamo. Viviamo un momento storico in cui non c’è più posto che per la Verità, abbiamo nuovi e fantastici strumenti come le Costellazioni, che se abbinate ad un fine ascolto e ad una buona preparazione sciamanica e psicologica, possono accompagnare ognuno di noi alla ri-scoperta di Se stesso, liberandoci da antichi e sconosciuti dolori e gravi pesi, possiamo trarne i doni e spenderli per l’altrui e nostra abbondanza. Questo è ciò che si manifesta nel campo di Costellazioni Sciamaniche che apro e conduco.. Un campo meraviglioso dove il giudizio lascia spazio alla comprensione, La paura al coraggio.. Così che ognuno possa fluire verso la propria Verità.. Imparando che l’amore ha, e dà, spazio a tutto, non solo alla gioia e ai suoi angeli, ma anche al dolore e ai suoi demoni. E se così non fosse, cosa sarebbe l’amore? Grazie a tutti coloro che mi stanno aprendo questi spazi di cura e che continuano ad invitarmi dandomi la possibilità di portare la mia tremenda e gentile medicina, Grazie a tutti coloro che con ferma volontà e cuore aperto favoriscono la guarigione. Kalki San (Alberto) Uomo Medicina per info sui prossimi appuntamenti puoi seguire il canale telegram t.me/pachamamaolistica o scrivermi al 3490085788. Buona Vita!

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La Cerimonia della Vita

Ricordo la mia prima cerimonia sciamanica con la più Sacra delle Piante Medicina che Madre Terra ci ha donato: l’Ayahuasca. lungi dall’essere un contesto che al cittadino medio potrebbe sembrare “freakkettone”, erano presenti un giudice che arrivava da Varsavia, un prete di una importante chiesa di Roma e alcune personalità di spicco del mondo esoterico italiano.. io ero il più giovane .. la cerimonia fu di una bellezza estrema, la preparazione dello sciamano e della moglie che a turno si adornavano di lunghe e bellissime piume, soffiandosi il fumo di tabacco della pipa, amorevolmente, l’un l’altro, già da Sè creò uno spazio di sacralità e di cura che in questa vita non avevo mai osservato. la cerimonia mi catapultò in un mondo rituale che risvegliò la mia mente ad uno spazio senza spazio e ad un tempo senza tempo, eppure onnipresente ed eterno .. quell’ambito era come se mi appartenesse per natura, da sempre. ero certamente pronto data “la chiamata” dell’evento che avvenne in maniera davvero mistica.. facevo yoga da anni e fu proprio per mezzo dello yoga che ebbi “la chiara visione” che mi portò a partecipare a quell’evento sicuramente fuori dall’ordinario quanto di difficile accesso. ebbene il giorno dopo ero completamente un uomo nuovo.. o forse per la prima volta “uomo”, come se mi fossi scrollato di dosso pesi e credenze antiche e mi fossi aperto ad una nuova possibilità di Vita che la mia Coscienza non aveva mai potuto annusare o sfiorare prima di quel momento.. e fu così. i miei occhi, specchio della mia anima, il giorno dopo brillavano di nuova luce, era evidente .. anche la signora che teneva lo spazio e che invitò gli sciamani della cerimonia lo riconobbe, quando, guardandomi negli occhi, mentre mi chiedeva come fosse andata la notte, non ebbe a credersi da quanto fossero cambiati, e con un bel sorriso mi fece i complimenti per il lavoro svolto durante la notte.. cosa feci durante la notte? stetti Presente.. la pratica della meditazione che portavo avanti da qualche anno diede il suo frutto, tutto insieme, in quella notte.. le immagini che affioravano alla Coscienza si fondevano con le emozioni che si muovevano attraverso il mio corpo, in parte ne rispondevano, in parte le creavano.. potei osservare questo unicum fra mente e corpo e dalla posizione distaccata dalla quale osservavo potei riconoscere, discernere, imparare.. lasciare andare.. beh .. successero tante cose che non starò qui ad elencare per vari motivi, in primis per questioni di spazio e di tempo, in secondo luogo perché è bene che colei, o colui, che si affaccia a questo mondo, non si crei troppe aspettative che finirebbero per ostacolare il cammino anziché agevolarlo.. ma ciò a cui voglio arrivare è che dal giorno dopo avevo una nuova meta.. la sensazione, anzi.. l’intuizione.. era che ciò che avevo toccato quella notte era solo l’inizio, solo uno spiraglio di un bagaglio sapienziale che non solo mi attraeva e mi chiamava, ma che in qualche modo già mi apparteneva.. e che da quel giorno avrei cercato per ri-appropriarmene.. l’intento era chiaro.. mai prima di allora avevo avuto tanta chiarezza dentro riguardo al mio cammino. sarei andato nella foresta amazzonica e avrei trovato questi sciamani per imparare tutto ciò che potevo a riguardo! e così fu.. non ci furono feste, compleanni, matrimoni.. lavori.. niente mi avrebbe impedito di andare in quella direzione.. ed è così che in 7 anni ho cambiato radicalmente la mia vita aprendomi ad una concezione di questa che neanche mi sarei sognato prima.. la foresta amazzonica è il libro della Giungla e gli spiriti di alcune piante sono i Maestri. gli sciamani.. beh.. sono un mondo tutto da scoprire.. ognuno col proprio carattere e ognuno col proprio contatto speciale con questi spiriti, è tramite e ponte per fare entrare in comunicazione l’allievo o il malato con i suoi mondi interiori che han bisogno di crescere o di essere curati.. e molto altro ancora.. lo Sciamanesimo è una via Pura, Vera, Cosciente.. si fa Anima, e ci si ri-appropria di tutte quelle dimensioni del Sè che il mondo moderno soffoca con i suoi costanti rumori e violenti abusi dell’animo umano.. ancora molto giovane e poco educato a riconoscere gli Spiriti che lo governano.. con Sonia abbiamo messo su una scuola, “la via del Sacro” e conduciamo diversi seminari per accompagnare ad entrare in questo mondo.. eppure vediamo con rammarico che le distrazioni del mondo vincono ancora molte piccole volontà. non vuole questo essere un ‘bacchettamento’ ma si .. un piccolo consiglio .. “allenare la volontà”.. mirare bene, accordarsi con il proprio proposito interiore.. mirare al risveglio e andare dritti verso la meta. noi siamo qui a disposizione, aperti a ricevere per condividere ciò che abbiamo appreso con la nostra esperienza, un esperienza che si fa “anche” leggendo e studiando .. ma soprattutto vivendo con tutto il proprio essere. la medicina è l’amore ma questo ci rendiamo conto che è talmente grande che spaventa spaventa si.. perché  da tanto.. ma chiede anche tanto in cambio.. sicuramente tutta la Presenza che manca in questo tempo. abbiamo tutto il tempo dell’universo per avanzare nello Spirito, ma non perdiamo tempo! con Amore Alberto – Uomo Medicina

Camminando Insieme per fare Anima

Vorrei condividere un’intuizione arrivata durante un’esperienza molto profonda di contatto con la mia Divinità Interiore. Provo ad esporla così: Al di là della storia “ufficiale” che ci racconta di guerre, di morti, di conquiste, di distruzione e di violenze, proposta ogni giorno dai mass-media e dai libri di storia che ci fanno studiare a scuola, c’è un’altra storia, una storia altrettanto vera ma che si muove e muove energie in un’altra direzione. Una storia che racconta di come l’uomo, nonostante gli eventi esteriori, cerchi e trovi se stesso, cerchi e trovi Dio; una storia che parla la lingua nascosta della mistica e che per mezzo di questa canta il sublime canto della Vita, offrendolo al Divino del quale è parte, partecipe… ed ora… consapevole. Questa storia è stata scritta da “altri” Eroi, quelli che non hanno sventolato e piantato bandiere di nazioni in territori stranieri per rivendicarne la proprietà e poter imporre il proprio potere. Eroi che non hanno indossato e che ancora non indossano armature e non impugnano armi per uccidere, ma che sono stati e sono ancora liberi di viaggiare ovunque sulla terra, certi di essere benvenuti nelle case di chi li ospita perché sanno onorare e portano verità, onore, rispetto, cura, armonia. Questi Eroi vestono la semplicità e l’umiltà e non hanno nulla e nessuno da cui doversi difendere, ma solo una grande apertura di cuore con la quale accolgono e sono accolti nei cuori delle altre persone, poiché il loro dono è troppo bello e troppo prezioso, troppo “umano” per poter essere rifiutato. Impugnano la conoscenza e l’ascolto per poter offrire ciò di cui c’è bisogno per trasformare, non per eliminare, ma per curare. Così la loro parola è ferma ma è dolce, l’incanto non è nella formula, nel prestigio, ma nella verità, una verità così sublime che vibra sulle note della magia della conoscenza mistica, quella che proviene dalle calde e intime profondità dell’anima. Questi Eroi hanno percorso prima di noi le impervie strade che conducono oltre i veli di Maya e grazie a loro oggi abbiamo delle mappe per poterci muovere senza perderci e soprattutto, se abbiamo fede, abbiamo la certezza di essere condotti verso un luogo non luogo, dove la realizzazione non dipende dagli eventi esterni, ma da come “saremo” una volta arrivati. Questa storia ci parla di presenza, a noi stessi, ci insegna a trasformare ciò che percepiamo come reale per fare di ogni evento un insegnamento, la scuola per poterci laureare nell’università della Vita e diventare quindi co-creatori armonici della realtà. E volete sapere qual è la cosa bella? La cosa più bella!! È che questa storia la scriviamo noi oggi con la nostra Vita, la scriviamo cominciando ad essere presenti, prima di tutto a noi stessi, e scegliendo di volerla percorrere, munendoci di fede, umiltà, costanza e del coraggio degli Eroi! Bisogna fare un’inversione di marcia, capire che la lotta non è più esterna, non lo è in realtà “mai” stata se non per un errore di interpretazione. Non c’è nulla da dimostrare, non c’è forza per sottomettere, non c’è intelligenza per controllare. Quello che deve esserci è la “padronanza” di sé stessi, dei propri movimenti interiori, del proprio corpo, della propria mente. La battaglia è sempre interiore e non è volta a distruggere, ma a conoscere, a crescere, ad evolvere. Buon cammino cercatore. Buon cammino Eroe Alberto Stoppa

Una Via per la Libertà

l’Anima è Fragile, richiede ascolto continuo e profonde attenzioni, e chiede guarigione, Cura, Libertà, ad ogni costo. più scappi da Lei più trova i modi più creativi per riportarti a Lei. l’indifferenza a Lei è la peggiore delle violenze, perché essa scalpita per essere vista e nutrita. l’indifferenza a Lei è la Violenza che si presenta nella tua vita sotto forma di incidenti, litigi, rabbie, relazioni tossiche. se osservi questo allora puoi intuire la magia della Vita, puoi intuire che la Fragilità è Forza, una Forza che affonda le sue radici nelle leggi biologiche della Vita. una Forza che dal Corpo, dalla materia, comincia a manifestare la volontà dello Spirito. Spirito che è manifesto, ovunque, nel tutto.. e quando vedi la magia nella matematica dell’1+1, allora puoi cominciare a comprendere perché.. tutto è Uno. perché la magia, come lo Spirito, è sempre davanti ai nostri occhi, sta a noi sintonizzarci sulla frequenza giusta per poterla vedere.. allora puoi cominciare a riflettere e a vedere tutto, nella Vita, come uno specchio di ciò che è dentro di te, allora puoi cominciare a vedere come gli avvenimenti della giornata ti stiano parlando, ti stiano suggerendo di prestare attenzione, ti stiano dicendo di mollare, di cambiare strada.. “non lo vedi che così è troppo faticoso? che così ti fai male? che questa strada ti stanca e ti porta alla depressione? chi o che cosa stai aspettando per cambiare qualcosa? guarda che se non mi capisci con le buone te lo farò capire meglio ..! ” allora fermati.. respira.. chiudi gli occhi e guarda bene dentro.. ascolta il corpo.. o c’è invece attorno a te bellezza, creatività, serenità, direzione, realizzazione? se nella tua giornata incontri più che altro sorrisi, Pace, persone veramente realizzate che si danno con gioia e le cui azioni ed opere sono ispirazione per le altre.. beh allora continua così; la Vita ti sorride; sei nella tua strada, ben bilanciato fra ascolto interiore e realizzazione esteriore, puoi camminare passi sicuri, la tua Opera si sta realizzando. quando vedi la vita in questi termini puoi cominciare a vedere come più ti avvicini a ciò che ti nutre nel profondo, più la Vita comincia a sembrare un Gioco, un Gioco Sacro, con delle regole ben precise che son scritte nel libro stesso della Natura, quel libro nascosto che parla la lingua dei mistici quel libro Divino che si legge nell’estasi delle danze e dei canti tribali come nello Studio e nelle discussioni fra saggi su Dio. quando ti svegli a questo, allora puoi cominciare a crearti la tua cassetta degli attrezzi, e ad operare come “Mago” nella Vita. non per dimostrare, non per essere visto, non per avere il potere di influenzare e di stupire gli altri, ma per stupire “te stesso” facendoti stupire dalla magia della Vita, per rinascere ogni giorno potendo guardare alla Vita con gli occhi del bambino, pieni di meraviglia, con la Forza dell’adulto, nella stabilità e nella direzione, con la Saggezza dell’anziano, nella calma e nella contemplazione; per fare della tua Vita la tua più bella creazione, l’Opera.. quella che la tua anima è venuta a compiere su questo pianeta. Buon Cammino Alberto Stoppa – Uomo Medicina Pachamama Olistica Camminando insieme nel fare Anima

Ritorno alla Terra

La cultura del Padre Cielo ha prodotto uomini sradicati dalla Terra, dalla Madre, dal femminile come un albero che volesse comunicare col vento e che volesse dare i suoi frutti senza il sostegno ed il nutrimento della Terra, l’uomo è stato abituato a chiedere al Cielo, a pregare il Cielo, vedendo spesso disattese le sue preghiere, vedendo così la sua Fede svanire. è possibile che un talento innato, una  Grande Volontà o che una Fede Ardita possano fare comunicare questi mondi, ma non è facile, l’uomo nato e cresciuto nella società del consumo, violentato di immagini e di simboli che non educano e non coltivano al Sè, che non aprono al sentire ma che in realtà agiscono su di lui e da dentro di lui per distrarlo, sradicato dal suo centro e dalla connessione con la Madre, è molto difficile possa concentrarsi profondamente in preghiera, connettersi col Divino, e dialogare con Lui. Dimentichi dell’essere parte del Mondo come le cellule del proprio corpo, vagano gli uomini alla ricerca di un Senso, di una Verità, che è già dentro di loro, ma che non vedono, non sentono, non Vivono.. perché continuamente distratti.. Eppure.. la Verità è già li.. soffia vie le nebbie che offuscano la tua mente!! dimenticati di chi sei stato e di come ti vedono gli altri!! guarda bene oltre il giudizio che hai di Te e permettiti di Viverti come fossi nuovo.. sii Nuovo!!  ogni giorno .. Vai in montagna.. in collina.. in un prato.. lontano dai rumori e dalle basse frequenze delle città.. Togliti le scarpe che ti isolano dalla terra.. e scalzo.. coi piedi nudi, sporcati!! senti il fango e l’erba sotto i piedi, senti il respiro ed il battito della Terra che pulsa d’amore per te e che ti invita a liberarti dei tuoi pesi, delle tue angosce.. tutto l’Universo ti vuole libero!! cammina allora, scalzo.. ascolta il vento accarezzare gli alberi ed il fruscio delle foglie pulire i tuoi pensieri, ascolta il canto degli uccelli e carpisci gli Alti messaggi d’amore che il cielo ti sta mandando.. cogli ogni respiro sentendo la Gratitudine e permetti ai tuoi occhi di lacrimare quelle fatiche, quei dolori che ti hanno accompagnato per tanto tempo e ad alta voce esclama “Grazie.. ora non ho più bisogno di voi.. ora vado avanti.. nella Semplicità.. nella Pace.. nell’Amore” e vai avanti.. Senti l’abbondanza del Creato e riconosci la tua Essenza Divina, senti ogni cellula del tuo corpo brillare di luce e di rinnovata energia.. Questo è il cammino.. non devi più credere in niente che non arrivi dalla tua esperienza, nessuno ti può più dire chi sei e che cosa devi fare.. sei Libero di essere ciò che Sei, di Vivere come Senti, di emozionarti, di Creare la tua Realtà. Buona Rinascita ! Alberto S. – Uomo medicina Pachamama Olistica Camminando insieme nel Fare Anima