” la retorica del Guerriero nello Sciamanesimo.. e il Gioco.”

Nelle tradizioni sciamaniche del Meso e Sud America, il guerriero non è semplicemente un combattente: è un uomo (o una donna) che ha scelto di camminare consapevolmente verso la propria evoluzione. Il suo campo di battaglia non è fuori, ma dentro. La sua lotta non è contro nemici esteriori, ma contro le proprie ombre, illusioni, paure, attaccamenti e menzogne interiori.
Il guerriero nel mondo sciamanico è colui che lotta per diventare sveglio, sempre più sveglio, integro e libero.
Libertà che si acquisisce con la Presenza, costante, nel proprio mondo interiore, nei propri pensieri, nel proprio corpo, nei propri bisogni reali e quindi nel Piacere di Essere, di Esserci.
Non si identifica con la violenza, ma con la disciplina, l’attenzione, il coraggio di guardarsi dentro, anche quando fa male.
Combatte l’autocommiserazione, l’importanza personale, l’autoinganno.
Riconosce che “l’unico potere vero è quello che nasce dal conoscersi davvero e servire qualcosa di più grande di sé“.
Oggi, nel nostro mondo occidentale, abbiamo esportato questa figura archetipica all’esterno: lottiamo per cause, per soldi, per affermazioni, per resistere alla vita stessa.
Certo, tutto questo è la risposta, la reazione, ad un trauma collettivo ed ancora in ombra, che ci porta a “stare fuori”, lontani da noi stessi.
Ma il più grande peccato è che ci dimentichiamo che la lotta più sacra è quella interiore.
La vera sfida è non lasciarsi possedere dalle emozioni distruttive, è rimanere presenti quando l’ego urla vendetta, è scardinare i vecchi schemi che ci rendono reattivi, chiusi, manipolatori, vittime.
Meditiamo bene su ognuna delle suddette parole.
Quanto reagiamo alla vita? Quanto siamo chiusi? Quanto manipoliamo? Quanto mentiamo.. (E ci.. Mentiamo)?
Quella del Guerriero è un immagine potente che dobbiamo vedere bene, ma c’è un’altra immagine che sento vicina:
il Guerriero come “Giocatore”.. Sacro!
Un uomo che sa che la Vita è un Gioco Serio, con regole profonde.
Un gioco che richiede attenzione, presenza, responsabilità,
dove non si vince contro qualcuno, ma insieme a qualcuno, dentro un campo condiviso.
Il guerriero-giocatore non gioca per stare sopra gli altri, per apparire, per sentirsi qualcuno rispetto a qualcun altro, ma per scoprire chi è.
Gioca con onore, con rispetto, con cuore.
Sa che ogni mossa – ogni parola, ogni azione, ogni pensiero – è una scelta che può condurlo più vicino o più lontano dalla libertà.
La nostra Cultura, quella nella quale siamo nati tutti noi, quella del dominio e della prevaricazione, quella della competizione, quella dell’usura, la cultura che ci vuole tutti controllori mentre siamo controllati, e che ha chiuso gli occhi allo Spirito, fa grossa difficoltà ad accettare che ci potrebbe essere un modo diverso di vivere la Vita.
Il Gioco vero ed il suo immenso potenziale è stato disconosciuto, banalizzato, imbrigliato in forme concettuali che ancora servono vecchi schemi di pensiero e le vecchie e sempre più incancrenite e spaventate forme di potere.
l’Adulto medio, che è in realtà un bambino ancora traumatizzato, invece di aprirsi e comprendere la dimensione del Gioco per liberarsi, difende questi stessi schemi che lo imprigionano in una vita di doveri e responsabilità, giudicando il gioco come infantile.
ma abbiamo mai veramente imparato a Giocare?
ci è mai stato concesso di Vivere il Gioco per ciò che è?
la più alta forma di espressività umana che mette in relazione corpi e pensieri e intelligenze e talenti!
e lo fa con nessun altro scopo che non sia il Piacere, la Condivisione, lo Stare Insieme, nel Benessere!
La dimensione ancestrale e mistica dello Sciamanesimo può aprirci anche a questa concezione di Vita, al concetto di Homo Ludens raccontato brillantemente da Riane Heisler nel suo libro “il calice e la spada”, una conferma di come la civiltà e la cultura fioriscano in un clima animico favorevole come quello che plasma la dimensione del Gioco.
Al di là di tanti concetti e pregiudizi che reggono la società della menzogna attuale, c’è una possibilità infinita di mondi da creare, mondi creati dai nostri modi.
Ampliare i nostri orizzonti ci permette maggior libertà di azione.
Il Guerriero-Giocatore credo che sia l’archetipo che più abbiamo bisogno di integrare in questo momento per favorire il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo.
Lo sciamanesimo, vissuto, praticato, non scimmiottato, è una strada di libertà,
Una strada che crea donne e uomini con i piedi molto più a terra di quanto le piccole e atrofizzate menti dell’occidentale medio incastrato in una realtà che subisce e sulla quale non ha nessun potere.. possano anche solo lontanamente immaginare.
Questa è Religione, quella Vera, quella che ci fa fare il Sacro atto di Riconnetterci al nostro potenziale Divino. Quello che solo uno Spirito Guerriero e Giocoso può compiere.
Guerrieri per vincere le nostre Paure e le nostre Ombre,
Giocatori per poter creare da uno Spazio di Piacere e di Amore,
con sentimento di Connessione e Fratellanza.
Per noi e per tutte le nostre Relazioni,
per la Vita ed il Mistero che la Governa.
Benedizioni !
Kalki San (Alberto)
Uomo Medicina
Al link seguente puoi trovare le nostre proposte di formazione, spazi dove per imparare a camminare questo cammino con noi:
Scuola di Formazione Sciamanica – La Via del Sacro
telegram: t.me/pachamamaolistica


Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!