Il disegno dell’incarnazione: rinascere, ricordare, radicare.

Ti è mai capitato di sentire una strana nostalgia, un vuoto di cui non comprendi il senso? 

Spesso viviamo come se fossimo su binari già tracciati, ripetendo dinamiche nelle relazioni o nel lavoro che ci fanno soffrire, senza capire perché, nonostante tutti gli sforzi, il “film” della nostra vita non cambi mai.

La verità è che, nel momento in cui ci incarniamo in questo corpo, dimentichiamo. Dimentichiamo da dove veniamo e qual è la nostra vera casa, perdendo la memoria della nostra natura più espansa. Al suo posto, acquisiamo le memorie genetiche dei nostri genitori e di tutto il nostro albero genealogico: pesi e condizionamenti che si imprimono, influenzando gran parte della nostra esistenza.

Siamo esseri con un potenziale enorme, ma spesso siamo “inguaiati” e pieni di paure. 

Ma non dobbiamo scappare da queste paure; dobbiamo prenderle per mano.

 

Per andare alla radice di ciò che ti condiziona, proponiamo due momenti di incontro:

1️⃣ IL DONO: Giovedì 26 febbraio (Ore 20:30 – Online su Zoom) Una serata gratuita e aperta a tutti, pensata come un dono per permetterti di conoscerci e approcciare questi temi con delicatezza.

  • Arianna aprirà i Registri Akashici di gruppo, ricevendo messaggi di luce per orientarci in questo momento
  • Sonia ci guiderà in una meditazione regressiva verso il periodo primale, per iniziare a sentire cosa è successo in quella “porta iniziatica” che è la nostra nascita.

 

2️⃣ L’APPROFONDIMENTO: 5 e 6 aprile (Seminario Intensivo di Pasqua) 

Se ciò che vivremo il 26 febbraio risuonerà con te, potrai scegliere di scendere davvero in profondità durante il portale di Pasqua. Saranno due giorni dedicati al “Disegno dell’Incarnazione”:

  • Lavoreremo con le costellazioni emotive e corporee e la lettura dei Registri per liberare i pesi antichi e radicarci finalmente nel nostro potenziale.

 

Vuoi partecipare allo Zoom gratuito del 26? Commenta con “DONO” o scrivici  per ricevere il link!

https://www.youtube.com/watch?v=xz599-VkgAE

https://www.pachamamaolistica.it/evento/il-disegno-dellincarnazione/

Arriva il Natale..
E molti piedini cominciano a scalpitare nevroticamente.

Un pò come i piedini del Grinch.. Le cui scarpe sono molto strette..
Motivo per cui è arrabbiato col natale?
O è perché ha il cuore due taglie più piccolo che è arrabbiato col natale?

la storia, in modo neanche tanto metaforico, ci racconta qualcosa che credo tocchi un po’ tutti.

Il Grinch non odia il Natale perché è cattivo, io credo che “nessuno” sia cattivo per natura.
Ciò che vediamo è sempre e solo il risultato di una storia e di un dolore che non è stato compreso e digerito.
Facciamo tutti così.. anche col Natale..
Dobbiamo però andare oltre per comprendere bene quanto asserisco.
Più in profondità.

Seguitemi e vi accompagno in questo bel viaggio.

Il Grinch odia il Natale perché è ferito!

Il suo rancore non nasce dalle lucine, dai canti natalizi e le loro smielate melodie.. e tantomeno dai pacchi colorati !
nasce da un vuoto, da un mancato senso di appartenenza.
Il Grinch, in fondo, è l’immagine perfetta di chi, sotto le feste, si sente fuori posto,
come se la gioia collettiva mettesse in risalto ciò che dentro è rimasto irrisolto.
Un dolore, congelato come la fredda caverna che lo ospita.
Le lucine natalizie e i caldi colori non penetrano il grosso strato permeabile che corazza un’ombra profonda,
una grande ferita dell’Anima.

E allora.. ripudia!
Non può sostenere tutto questo amore che vede fuori perché più amore vede fuori più deve alzare le difese per non sentire quanto la mancanza di tale amore sia dolorosa.

Il Natale amplifica.. tutto.. soprattutto ciò che manca.

Amplifica le famiglie spezzate, le relazioni tese, la solitudine, le aspettative deluse, le memorie d’infanzia che tirano come fili invisibili l’anima giù, giù, sempre più giù, dove ne calore ne luce possono arrivare a scaldare ne illuminare.
Amplifica quel senso di distanza che ciascuno prova quando si sente escluso da qualcosa, o qualcuno, che “dovrebbe” invece essere caldo, luminoso, intimo.
E quando ci si sente esclusi… si attacca ciò da cui ci si sente esclusi.
Almeno così abbiamo imparato a fare da chi ci ha preceduto, non è una tattica molto vincente, ma è l’unico modo che la maggior parte delle persone ha appreso, difendersi e attaccare per non essere annientati. almeno apparentemente..
perché di fatto, nel frattempo, l’anima perde vitalità.
La mente entra in un circolo vizioso in cui comincia a escogitare vendette e sogni di gloria.
Il corpo si irrigidisce e accumula e accumula tensioni che non può poi che sfogare in scatti di rabbia o in movimenti sgraziati.
Il vero bisogno viene così dimenticato, il cibo diventa freddo e inconsistente, rappresentato magnificamente dalle bottiglie di vetro che mangia angosciosamente il mostro verde sulla sua “sola” poltrona.
e così il bisogno “rimosso” di affetto, di uno sguardo tenero e di un morbido abbraccio.. distante.. come la sua buia e fredda caverna dal gioioso e appassionato paese dei “nonsochi”.

un paese che però ha anch’esso un problema.. sembra che l’eccitazione provocata dal natale sia mossa più dal senso di importanza esteriore dato dalle lucine e dai regali, che non da un sentimento profondo che unisce le famiglie ed il villaggio.

ed è qui che entra in gioco la piccola Cindy Lou con le sue treccine bionde ed un sorrisetto da far innamorare chiunque..
lei non ha paura del Grinch!
lei vuole che anche lui sia partecipe al Natale!
lei vuole che il Natale lo si festeggi tutti insieme!

Il bambino interiore, quell’esserino piccolo e iper-sensibile che c’è in ognuno di noi e che vuole il massimo bene di tutti coloro che gli stanno intorno, arriva a sconvolgere lo scenario!
proprio come in una Costellazione familiare Psico-Sciamanica dove possiamo vedere e toccare con mano ( e con sentimento) quale sia il reale potere di questa parte di noi.
Cindy Lou è piccola, si, ma sa quanto le basta per attuare l’opera alchemica.
Il suo cuore è puro e con mobilità mercuriale penetra la fredda corazza della montagna, rappresentazione simbolica delle resistenze all’amore del verde Grinch.. e instaura con lui un rapporto.
Il canale è aperto.
Ora serve solo un po’ di tempo affinché questo piccolo Cuore ricominci a scaldarsi, “cresca di 3 taglie” e permetta al mostro di uscire dalla caverna e tornare fra i suoi simili con il più bel regalo che ci si possa aspettare dal Natale, “il festeggiarlo con un puro sentimento di gioia e di appartenenza”. il desiderio della piccola maga è stato esaudito.
l’opera di Trasformazione Alchemica è stata compiuta, la piccola fa ciò che il Cuore le Comanda e il Grinch torna in città.

Il papà, simbolo dell’adulto del racconto, dapprima remissivo nei confronti del Gonfio Sindaco, simbolo del giudizio rigido che non permette il contatto con l’Anima, ora fa un bel respiro e prende la parte della piccolina nel difendere la sua causa.
Preso contatto col grande escluso dalla storia, ovvero con questo mondo emotivo rimosso di cui il mostruoso Grinch è portavoce, anche il papà è cresciuto. E’ un maschile che ascolta e che comprende tutte le parti di sè, anche quelle più scomode e anticonformiste e .. sentimentali.. quello che rende l’uomo “adulto” “Padre”. Un Papà che solo ora, dopo il Lavoro compiuto dalla figlia, dalla bambina interiore, può tirare fuori la voce con ferma consistenza e decretare che ciò che è stato fatto è giusto, togliendo potere così al sindaco e sollevando la figlia..  l’ Anima, sul trono del Bello del Vero e del Buono.
Babbo Natale in modo magico quanto sottile ha compiuto la sua opera.
Il Natale non è solo “Salvo”..

Il Natale ha rinnovato la comunità andandola a risvegliare dal torpore del piatto consumismo per renderla aperta, partecipe, Viva nel suo Cuore!

Ecco perché molti sono mooolto arrabbiati col Natale.
È senz’altro Vero che il Natale è oggi oggetto di grande speculazione consumistica, si.
Ed è anche Vero che spesso non sappiamo neanche più perché lo festeggiamo, sradicati dai cicli naturali e solari, e indottrinati dalla cultura dominante, siamo dimentichi del motivo che ne ha dato, passatemi il gioco di parole, il natale..
Un culto antico, quello mitriaco, solare, che vede il sole rinascere dal momento di massimo buio.. quando si tocca il fondo, quando sembra non esserci più speranza.. dal buio denso che ingloba tutto e tutto fa tacere.. una piccola luce si riaccende.. e con lei la speranza, ancora acerba ma piena di un moto propulsivo che con se porta alla rinascita della Vita !
Ma niente di tutto questo è il vero motivo che fa odiare il natale.
È il dolore che parla.
E’ una frustrazione antica di un momento che dovrebbe essere magico, tradito da un ansia da prestazione familiare per una questione di etichetta, da un litigio, da un episodio imbarazzante, da un parente scorbutico o violento.
È il disagio di chi, in questo momento dell’anno, non ritrova la magia che vede, o che non riesce a vedere.. negli altri.. e allora la disprezza, la svaluta, la attacca per non sentirsi in difetto.

Ripeto.. È vero che il Natale moderno ha perso il suo radicamento contadino e allo stesso tempo è stato inglobato da un consumismo feroce che sovraccarica tutto di aspettative, ansie, spese, doveri.
Ed è anche vero che molte famiglie si riuniscono solo per convenevoli, per non fare brutta figura.
Ma anche togliendo tutto questo… rimane qualcosa.

“Maybe Christmas.. don’t come from a store..
maybe Christmas .. perhaps.. means a little bit more.. “

pronuncia attonito il Grinch mentre da dentro un sentimento di amore sta facendo capolino.

“Forse il Natale.. non arriva da un negozio..
forse il Natale.. significa qualcosa di più..”

Rimane il bisogno umano di un “tempo sacro”.
del riconoscersi nella condivisione di un “sentimento Sacro”

Un varco nel quotidiano in cui la famiglia si ritrova, anche imperfetta, anche zoppa.
E non dobbiamo forzarci se sappiamo di andare incontro ad un momento che non sarà vissuto come vorremmo,
possiamo sempre scegliere di essere fedeli a noi stessi, prima che al clan familiare e alle sue dinamiche (..) !
Possiamo scegliere di passarlo con chi ci fa sentire davvero “a casa”.
Dedicarci così un momento per fermarsi, guardarsi, riconoscersi.
Un momento in cui scegliere, anche nelle tensioni, anche nella stanchezza, di creare un piccolo spazio di magia..
una tavola apparecchiata con cura, un racconto al lume di candela, un gesto gentile, un abbraccio sincero.

Ricordo quando anni fa, appena scoperto il mondo sciamanico, proposi di fare un fuoco.. Certo il 4° piano di un palazzo cittadino non è il posto più comodo.. tantomeno il più poetico..
ma questo non mi fermò.. non “ci” fermò!
feci scrivere a ognuno un desiderio su un pezzetto di carta.. prendemmo una pentola e del cartone e giornali e ..
Accendemmo il fuoco!
sembra poco una piccola pentola in un balcone striminzito di una palazzina popolare di una grande città.. e dei foglietti di carta col desiderio di ciascuno..
Ma per me.. per noi.. fu tantissimo!
Solo rimanendo uniti attorno al fuoco, a guardarlo, a contemplarlo come i nostri ancestri han fatto dall’alba dei tempi.. avevamo creato qualcosa di diverso, di magico, di Sacro!
Avevamo spaccato i limiti del tempo e delle possibilità cittadine con le sue rigide e fredde sovrastrutture e avevamo creato un varco verso un tempo e uno spazio diverso, di una qualità diversa, che ci permetteva di essere individui e famiglia, insieme, spettatori e co-creatori di una piccola magia che riaccendeva in noi quella piccola luce che questo portale rappresenta.

Il Natale, se lo vogliamo, se lo “scegliamo”, può essere questo..
non un obbligo sociale, non un convenevole, ma un rito, caldo e intimo e Sacro.
Un’occasione per far risplendere un po’ di quella luce che, archetipicamente, in questo periodo dell’anno ha sempre cercato di vincere il buio.

E forse il lavoro vero non è combattere “la rabbia natalizia”, ma chiedersi:
Qual è la ferita che questo periodo mi mette davanti?
E cosa posso fare, quest’anno, per trasformare almeno un pezzetto di buio in luce?

Perché il Grinch cambia solo quando scopre di non essere più un escluso, ma parte di un cerchio.
E in quel cerchio “piccolo o grande, imperfetto quanto vogliamo” possiamo decidere di far entrare anche noi stessi.
Anche la nostra parte arrabbiata che magari,, se un pò più ascoltata, può aprirci a un dono inaspettato che non sapevamo di volere.
e ascoltando bene quella bambina e quel bambino che vivono dentro ognuno di noi, quella parte di noi che non ha paura della Verità e che è sicura e capace di chiedere e di prendere ciò di cui ha “realmente” bisogno, la strada è segnata, la vittoria è vicina, come la vittora del Sole sull’oscurità, della Luce della nostra Coscienza, dell’Amore, sul freddo buio dell’indifferenza e del dolore che altro non è .. mancanza di amore.

che questi giorni siano per tutti noi gioiosi, sereni, pieni di Vita e di sguardi benevolenti di comprensione,
caldi di tutti gli abbracci e le attenzioni di cui abbiamo veramente bisogno.
che la luce invisibile che scalda e ravviva possa accompagnarci in questi giorni di avvicinamento alla Rinascita.

Alberto Stoppa
Sciamano e Terapeuta

www.pachamamaolistica.it

telegram: pachamamaolistica

Il Risveglio della Grande Madre è un libro che vuole iniziare il lettore ad una nuova esperienza,
con questa benedizione:

“Che il nostro cuore sappia accogliere l’ombra per trasformarla in risorsa e sappia al contempo sostenere la luce che gli appartiene, per mostrarla al mondo senza esitazione e farla risplendere in accordo con la bellezza cosmica.”

Copertina libro Il Risveglio della Grande Madre

Così scrive Sonia La Marca, autrice de “Il risveglio della Grande Madre – Viaggio evolutivo attraverso le stagioni dell’Anima e di Madre Natura”, pubblicato in anteprima esclusiva  da Spazio Interiore.

E non è forse un caso che quest’opera si presenti al pubblico in prossimità dell’Equinozio, quando si aprono le porte dell’umido, intimo e seducente Tempo Sacro dell’Autunno, preludio al rigido inverno e già consapevolezza di futura rinascita.

Una stagione in cui l’anima è invitata ad attraversare le acque oscure delle emozioni cristallizzate e a compiere la Nigredo, il momento nero di discesa interiore che dà inizio alla grande Opera Alchemica trasformativa.
L’autunno porta venti caldi e primi geli: così è la vita con i suoi alti e bassi, le tremende ingiustizie e le sorprendenti rivelazioni che ci attendono.

E così inizia il libro, col suo alternarsi di stagioni, testimonianze, passioni, momenti di indicibile sofferenza e luminosa rinascita.

Riceveremo le parole di una donna che ha attinto le informazioni direttamente dall’esperienza, dalla Terra, dalla pratica olistica e sciamanica.
Ci saranno offerti aneddoti e riflessioni per immedesimarci ed evolvere, ognuno di noi al suo ritmo, senza mai ricorrere a tecniche rigide o regole ferree.

Questo è un libro che esplora lo scorrere del tempo e aggiunge la Stagione dell’Anima, essenziale per aprire il cerchio della vita e interpretarla come una spirale da coltivare, godere, amare.

L’invito all’azione, il cui piano si delinea pagina dopo pagina, è che i sogni di emancipazione, libertà, sessualità, Sacralità e autorealizzazione si trasformino in realtà, chiunque noi siamo e qualunque sia la nostra storia.

Ordina ora in anteprima esclusiva il libro, Il risveglio della Grande Madre da:

https://spazionagual.it/edizioni-spazio-interiore/5194-il-risveglio-della-grande-madre-sonia-la-marca.html

https://www.pachamamaolistica.it/libro-il-risveglio-della-grande-madre/

Le costellazioni psico sciamaniche amplificano il potenziale delle costellazioni familiari tradizionali, ponendo al centro non solo il riconoscimento dei legami e dell’amore verso i genitori, ma anche un vero e proprio viaggio interiore.

Nelle costellazioni familiari classiche, spesso le frasi rituali conducono rapidamente alla risoluzione apparente, riconoscendo il valore e l’impegno dei genitori. Tuttavia, questo approccio può eludere il viaggio necessario per entrare nelle proprie profondità e recuperare quelle parti dell’anima frammentate a causa di traumi generati, anche inconsapevolmente, dalla famiglia d’origine.

Questi traumi, se non affrontati, si radicano nell’inconscio e continuano a ripetersi, generando cicli di sofferenza. Ad esempio, una persona che ha subito dinamiche dolorose durante l’infanzia potrebbe inconsapevolmente riproporle come genitore, perpetuando modelli appresi da bambino. Le costellazioni psicosciamaniche permettono di usare il “campo energetico” per entrare in contatto con il vissuto emotivo e psichico profondo, esplorando le dinamiche che si ripetono nella vita e offrendo la possibilità di scioglierle in modo consapevole.

Ciò che distingue ulteriormente questo approccio è l’integrazione dell’aspetto energetico e spirituale. Qui si lavora su ciò che solitamente non è visibile: energie, spiriti, e memorie profonde. Come uomini medicina, avendo fatto nostre alcune tecniche sciamaniche, creiamo un ponte tra il partecipante e il campo spirituale, facilitando il contatto con i vissuti traumatici e intervenendo laddove si incontrano ostacoli come fatture, vincoli karmici, legami energetici o magie nere. Il lavoro sciamanico mira a sciogliere questi nodi, ripristinando il flusso naturale dell’energia vitale e aprendo la strada a una vita più libera e autentica.

Le costellazioni psicosciamaniche ci offrono l’opportunità di andare oltre le nostre false percezioni, oltre ogni costruzione mentale, permettendoci di entrare in contatto con le parti più profonde e autentiche di noi stessi. Queste parti, ben note nel cammino e nel mondo sciamanico, includono il bambino interiore, che rappresenta una fonte inesauribile di vitalità e creatività. È solo ristabilendo un legame con lui che possiamo riscoprire e valorizzare i nostri talenti, recuperando energie bloccate e qualità che spesso rimangono sopite a causa di ferite o traumi non elaborati. Ed è solo integrando il nostro bambino interiore che possiamo sviluppare le nostre capacità adulte e sagge in maniera equilibrata, permettendo a ogni parte di noi di collaborare armoniosamente nel processo di crescita.

Attraverso questo lavoro, inoltre, si favorisce l’integrazione del maschile sacro e del femminile sacro, due archetipi fondamentali che, se equilibrati, offrono un completo sostegno alla nostra crescita interiore. Il maschile sacro ci dona direzione, contenimento e la forza di andare avanti, mentre il femminile sacro ci insegna l’accoglienza, la capacità di stare e attraversare il dolore. Tuttavia, nella nostra cultura, spesso si privilegia l’azione e la fuga dal dolore, trascurando il potere trasformativo dell’ascolto e della presenza. Questo ci allontana dal nostro mondo interiore, un regno ricco di messaggi e insegnamenti che attendono solo di essere riconosciuti e integrati.

Con le costellazioni psicosciamaniche, impariamo a non fuggire dal dolore, ma a viverlo come parte essenziale del processo di crescita e trasformazione. Entriamo nel nostro spazio interiore con coraggio e compassione, permettendo ai messaggi profondi che emergono dal campo di guidarci verso una vita più autentica e armoniosa. In questo viaggio, ritroviamo parti perdute della nostra anima, recuperiamo il nostro potere personale e ci apriamo a nuove possibilità di guarigione e realizzazione.

Il Sacro Maschile

Parlare di Sacro in questo tempo è davvero rischioso,
da una parte si rischia di essere tacciati di essere “moralisti” incalliti che non sono capaci di vivere la normalità della vita,
dall’altra si può essere visti come profanatori di spazi e temi che per cultura son stati ben custoditi da determinate sette, o logge, o lobby di potere.
profanatori di un templio quindi..
Templio che è però, attenzione, stato ormai occupato ai vertici da chi di Sacro non ha neanche più l’osso che sta alla base della colonna vertebrale,
la stessa colonna che si erige verso l’alto e che ci ricorda che il nostro stare “eretti” da indicazione di quale sia la nostra “naturale” direzione.
Piedi a terra quindi .. e capo in alto!

Eppure il tema del Sacro è un tema che ha radici ben più lontane e ben più profonde di qualsiasi critica che può essergli mosso.
é la natura stessa dell’uomo ad essere pregna del carattere Sacro, se solo si ha Spirito e Mente per spingersi “un pò più in là” di ciò che gli occhi possono vedere e i sensi percepire.

Nel mio cammino ho potuto sperimentare tutto ciò, dalle critiche velenose alle battute banalizzanti che tentavano di esorcizzare il “terribile” messaggio che è insito nel discorso stesso del Sacro, sistemi per lo più di auto-difesa che proteggono quello straccio di personalità che si è riusciti a conquistarsi per potersi definire.. dal dover ammettere di non avere struttura ne forza per potersi “aprire” a scoprire qualcosa che non è banale ne scontato.. e che va conquistato ..

di cosa sto parlando?

sto parlando del semplice fatto che ognuno di noi nasce in un determinato modo, in una determinata famiglia, in una determinata società, in un determinato territorio, in un determinato momento storico ..
e questo determinato ed unico semplice fatto crea un determinato ed unico complesso di sensazioni, emozioni, pensieri, cellule e interazioni bio-chimiche e spirituali che rendono ognuno di noi ciò che è .. il proprio corpo, il proprio pensiero, le proprie credenze, le proprie inclinazioni, le proprie dinamiche e quindi le proprie “fortune” e le proprie “sfortune”.

e così .. a meno che non ti “svegli“.. tu pensi di essere proprio quello.

La stragrande maggioranza delle volte le persone iniziano il percorso Spirituale perché si rendono conto che proprio alcune di quelle dinamiche che si son ripetute tutta la vita ora cominciano a pesare.. e scelgono, finalmente, di fare qualcosa per poter cambiare.

inizia quindi il percorso di “smembramento” secondo il linguaggio sciamanico.. o di “destrutturazione”..
andando quindi a vedere cosa genera quel “problema” si cerca di eliminarlo, si va alla radice del problema e si da nuova istruzione.

facile no?

per niente,
ci va tempo, attenzione, costanza e perseveranza.. ci va Cura! Presenza costante a ciò che succede dentro di Sé, in tutti le sfere che compongono il Sé.
vi racconto una storia e visto che stiam parlando di sacro maschile ne riporto una che prende maggiormente in causa alcuni suoi aspetti.
Con questa vi si chiarirà meglio il quadro.

G. è un uomo di 65 anni, arriva da me ad una cerimonia sciamanica e il suo intento è quello di curare l’alcoolismo, ha già fatto dei percorsi terapeutici ma non hanno sortito un gran chè su di lui. Dopo lo prima cerimonia sente di essere sulla strada giusta, lo invito a partecipare al percorso sul sacro maschile e con qualche difficoltà ma con grande volontà partecipa a tutte le serate mantenendo la sua direzione ben ferma sul suo obbiettivo e dandosi costanza in questo lavoro che ha intrapreso.
durante il ritiro finale lo tengo per ultimo per il lavoro individuale, sento che ha bisogno di una spinta più forte per entrare bene nel suo processo e così è.

Ben “aperto”, quindi già emotivamente smosso da tutti i lavori fatti prima di lui, G. comincia il suo lavoro di Costellazione Psico-Sciamanica per risolvere il suo problema di alcoolismo.

durante la costellazione osserviamo come lui da bambino si sia messo in protezione e sostegno della mamma, una mamma molto in difficoltà perché con tutto l’amore che provava per il figlio si è trovata praticamente sola a dover sostenere tutta la famiglia; il papà è infatti un uomo molto debole, poco presente emotivamente ma anche energeticamente, poco responsabile e non in grado di sostenere la famiglia. la mamma risente di questa mancanza e comincia ad ubriacarsi.
Beve alcool da quando lui è infante a quando diventa adolescente. G. ci racconta di un episodio dove lui la supplica di portarla al cinema, lei con molta fatica acconsente ma usciti dal cinema è ubriaca e va a sbattere contro un poliziotto che accorgendosi del suo stato la fa portare al pronto soccorso, con G. appresso che sta morendo dalla paura, di perdere la mamma, di perdere quindi anche se stesso completamente.
il padre sembra quindi accendersi un attimo, ma è una scintilla come quella dello zolfo dei fiammiferi, si rispegne subito dopo e non attua niente di diverso. Quando G. è adolescente la mamma smette di bere aiutata da un gruppo di alcolisti anonimi, ma il peso della mancanza energetica del padre nella famiglia si sente e ricade su G. che proprio in quel periodo comincia a bere.

nella costellazione emergono delle dinamiche molto interessanti che aiuteranno G. a venire fuori da questa situazione.
G. è non solo molto fedele alla mamma, nel senso che pur di starle vicino la copia in ciò che l’ha fatta soffrire; non solo si sente lui il colpevole della stanchezza e della debolezza della mamma (pensava infatti che se non ci fosse stato, lui e le sue richieste di bambino.. lei sarebbe potuta stare meglio) ma è anche e soprattutto cieco relativamente alla rabbia che quel bambino che è stato, prova verso suo padre per non essere stato in grado di aiutare la mamma ed essere quindi stato con-causa dell’alcoolismo di lei prima .. e di lui dopo.
G. prende coscienza di questa parte di lui e per la prima volta nella sua vita si permette di esprimere tutta questa rabbia repressa.
Ebbene, nel momento stesso che lui esprime questa rabbia, la persona che personificava il suo alcoolismo si spegne e può uscire “spontaneamente” dal campo.

G. si è fatto male tutta la vita, si è violentato tutta la vita alcoolizzandosi, perché non sapeva che la sua rabbia era da rivolgere in realtà verso il padre. Da questo momento ogni volta che si avvicinerà ad un bicchiere saprà che potrà farlo con rispetto verso di Sé perché ora sà che il bersaglio reale della sua rabbia non era lui.

Ho scelto questa storia perché è stata una delle più commoventi di tutte quelle trattate, e lo è stata per la purezza d’animo di questo signore e per tutte le dinamiche che questa storia ha toccato.
il sentirsi sbagliati, il sentirsi di troppo, il sentirsi in colpa dei bambini nei riguardi dei genitori.. una tematica purtroppo molto diffusa oggi e che è proprio solo una derivazione sbagliata di una cultura, la nostra, incentrata sui bisogni “effimeri” degli adulti che non son altro che a loro volta bambini che son stati usati, abusati, interrotti, non visti e non riconosciuti per ciò che “dovevano” essere.
e quindi il tema dei “padri”.. e delle madri.. padri e madri che non sono in grado di essere genitori perché non son neanche mai stati bambini.. figli .. non nel senso biologico del termine.. ma “sistemico”..

“i Bambini sono Innocenti”!!

gridò forte Adriano dopo un profondo pianto mentre attorno al fuoco celebravamo un’altra cerimonia sciamanica.

e non solo innocenti.. come è giusto che siano..
ma anche bisognosi! questo è Sacro.. Santo !
il bambino ha bisogno ed è “dovere” del genitore ascoltare e riconoscere il bisogno del figlio..
le conseguenze di questo mancato “contatto” sono quelle che vediamo oggi nel mondo..
traduco. adulti interrotti, sconnessi, drogati (e non solo di sostanze), incapaci di riconoscere i propri reali bisogni e quindi sempre alla ricerca di surrogati che possano riempire quei profondi vuoti interiori impressi nella memoria di quei bambini che siam stati e che vivono dentro di noi.

ed è qui che arriva il senso di questo percorso, del “Sacro Maschile”.
Sacro come ponte verso la nostra natura più divina, verso ciò che ci possa far elevare dalla Terra al Cielo, dal nostro Corpo allo Spirito, in armonia con noi stessi e col creato.
Sacro come strumento di Integrità, abbiamo bisogno di recuperare i pezzi di anima dispersi in giro, di curare le nostre ferite e di costruire la nostra completezza.

Non sono parole Poetiche.. o meglio.. non sono queste Solo Parole Poetiche..
sono Porte verso la realizzazione interiore di ciò che queste parole significano per l’Anima di ognuno di noi.

Vi dico la Verità ..
é un percorso molto importante che può dar tanto.. ma bisogna volerci mettere Volontà e Pazienza.
é il Sacro che richiede questo.

ti aspetto per questi passi Sacri insieme.
e per un tuffo ;)

Alberto
Uomo Medicina

per un approfondimento sul tema, per vedere qualcuno dei temi trattati durante il percorso e per vedere i feedback di alcuni partecipanti, puoi cliccare qui:
Sacro Maschile: Equilibrio, Mitologia e Guarigione (pachamamaolistica.it)

per la prossima edizione di “Sacro Maschile” in programma e per prenotare la tua partecipazione
puoi cliccare sulla sezione “Eventi” di cui trovi il link qui sotto:
Il Sacro Maschile – Pachamama Olistica

per il canale YouTube qui:
(97) Kalki San – Uomo Medicina – YouTube

aggiunta

Spesso non vogliamo vedere,
Spesso “non possiamo” vedere..

Perché ci sono realtà troppo dure,
davvero troppo, troppo velenose,
da poter mandare giù.. Da poter digerire.

E così ci voltiamo,
ci mettiamo le mani davanti agli occhi,
come fa un bambino,
come se così facendo ci si potesse proteggere e si potesse magicamente far sparire ciò che succede.. la fuori.

Ma l’anima sente,
ha occhi che penetrano l’invisibile,
orecchie che odono l’inaudibile,
membrane che vengono permeate da ciò che è, al di là di ciò che si crede e si pensa.

Così, quelle storie che non crediamo possibili,
vivono dentro di noi,
abitate dal piccolo immenso popolo delle nostre cellule e dei nostri mondi psichici interiori, continuano a portare messaggi alla nostra parte cosciente,
scalpitano, urlano e gridano!
vogliono farsi vedere.

I loro messaggeri sono i Sogni,
sono i “cattivi pensieri” che perentoriamente si presentano alla Coscienza,
sono i Sintomi che ci inchiodano all’improvviso su un letto, come su una carrozzina.

Ce la mettono tutta per potersi far vedere e ascoltare,
Perché?
Perché la loro unica via d’uscita è che noi questa esperienza la mastichiamo, sentendone fino in fondo l’amaro,
per poi buttarla giù, sentendone ancora l’effetto che provoca nel nostro corpo,
e così digerirla.. Solo così poi la possiamo evacuare..
Per questo piccolo immenso popolo questa è l’unica possibilità di potersi liberare..

Ed è nostra, solo nostra, responsabilità, dargli voce.

Perché questo piccolo immenso popolo non è altro che una piccola parte di ciò che chiamiamo “Io”.

Un “Io” che ha bisogno di crescere e che l’unico mezzo che ha per farlo è comprendere.

Sapete..
quando siamo piccoli non abbiamo questi strumenti, non abbiamo stomaci pronti a digerire pesanti situazioni, soprattutto quelle che ci piombano addosso perché non se ne stan facendo carico i genitori e che quindi irrimediabilmente ricadono su di noi,
Ma ora che siamo adulti, “se davvero ci vogliamo definire tali”, si, ora possiamo.

Viviamo un momento storico in cui non c’è più posto che per la Verità, abbiamo nuovi e fantastici strumenti come le Costellazioni, che se abbinate ad un fine ascolto e ad una buona preparazione sciamanica e psicologica, possono accompagnare ognuno di noi alla ri-scoperta di Se stesso,
liberandoci da antichi e sconosciuti dolori e gravi pesi, possiamo trarne i doni e spenderli per l’altrui e nostra abbondanza.

Questo è ciò che si manifesta nel campo di Costellazioni Sciamaniche che apro e conduco..

Un campo meraviglioso dove il giudizio lascia spazio alla comprensione,
La paura al coraggio..
Così che ognuno possa fluire verso la propria Verità..
Imparando che l’amore ha, e dà, spazio a tutto, non solo alla gioia e ai suoi angeli, ma anche al dolore e ai suoi demoni.

E se così non fosse, cosa sarebbe l’amore?

Grazie a tutti coloro che mi stanno aprendo questi spazi di cura e che continuano ad invitarmi dandomi la possibilità di portare la mia tremenda e gentile medicina,
Grazie a tutti coloro che con ferma volontà e cuore aperto favoriscono la guarigione.

Kalki San (Alberto)
Uomo Medicina

per info sui prossimi appuntamenti puoi seguire il canale telegram
t.me/pachamamaolistica
o scrivermi al 3490085788.

Buona Vita!