Il Carnevale
Storia di un Gioco Pericoloso,
e spunti di Libertà.
Siamo in molti oggigiorno a conoscere le storie che stanno dietro alle festività che scandiscono i tempi dei nostri calendari.
Tempi che per lo più sembrano offrire uno spazio di respiro dalla frenesia e dagli impegni quotidiani, piuttosto che momenti “Sacri”.
Spesso abbiamo anche paura di sentire parole come questa!
“Sacro” ..
e non a torto! se lo consideriamo nella sola prospettiva narrata da chi sopra questo, non solo ha eretto il proprio Potere, ma ne ha mistificato il significato usandolo come pretesto per dettare leggi e creare gerarchie.
Ma il Sacro è ben altro che dominio, gerarchia o fantasia.
E anzi ben più vicino al Vero.. e al Gioco !
Ed è proprio qui che entra in scena il Carnevale.
La sua origine ci riconduce ai Saturnalia, una festività romana nei quali giorni di celebrazione si poteva assistere a qualcosa che oggi sembra fantascienza, tale è l’addomesticamento al quale siamo stati sottoposti.
Durante questi giorni ogni gerarchia veniva rimossa, ribaltata, il Re veniva spogliato non solo dei suoi vestiti ma anche del suo potere; il popolo poteva festeggiare e sbeffeggiare il monarca e tutta l’impalcatura gerarchica.
Come mai questo?
Perchè lo stesso Saturno che oggi noi conosciamo come l’austero reietto.. è diventato tale per essere stato scacciato dalla nostra Cultura !
Saturno rappresentava infatti l’era dell’Abbondanza, dell’Uguaglianza, l’età dell’Oro!
Un periodo storico che non viene menzionato nelle scuole istituzionali ma che è conosciuto dai ricercatori come il periodo delle popolazioni Gilaniche, un periodo in cui nel bacino del mediterraneo si viveva in amore e fratellanza, in cui si svilupparono le arti ed i mestieri e non vi erano mura a protezione delle città.. perchè non vi era nulla e nessuno da cui difendersi!
Così i Saturnalia hanno la funzione, se non altro psichica, di “Ricordare” l’età dell’Oro schiacciata dal violento patriarcato.
Tutti, in quei giorni, lasciavano cadere le proprie maschere e in una festa collettiva banchettavano, dicevano ciò che negli altri giorno non avrebbero potuto neanche sussurrare.. tutti si ricordavano di essere Uomini prima ancora di essere Padroni o Schiavi,
Uguali, prima che divisi dai loro ruoli e maschere quotidiane.
Maschere ..
Maschere che nel giorno d’oggi abbiamo dovuto imparare ad indossare troppo presto per sopportare una realtà che spesso non vede oltre.. la maschera..
maschere che nascondono identità e fragilità che ci appartengono per natura
maschere nelle quali spesso ci identifichiamo, in maniera rigida, costringendoci ad una piccola visione di noi stessi.. e degli altri..
maschere che ci separano dagli altri..
maschere che possiamo scegliere di indossare, se ci ricordiamo che è un gioco.. e che dietro la maschera siamo tutti uguali, tutti, innanzitutto, Umani.
Questi sono i ruoli delle maschere.. e dovremmo meditare bene su questi aspetti se non vogliamo diventarne schiavi.. o non vogliamo vivere una vita di facciata ma nutrire tutto ciò che sta dietro..
alla maschera. Dentro, come ci insegna l’antroposofia.
Perchè questo discorso?
Perchè nonostante crediamo di vivere una modernità all’avanguardia, sembra alle menti a cui piace indagare il profondo, che oggi qualcosa sia stato perso, banalizzato, sia stato messo a tacere e accomodato per non disturbare. (con quanti di noi adulti è stato fatto così quando eravamo piccini? E in quanti ripetiamo oggi la stessa storia con i nostri figli?)
Così il Carnevale, letteralmente “levare la carne”, già trasposizione di una festa in cui l’ordine sovvertito ricordava a tutti un antico mondo.. e che vorrebbe ricordare un momento di eccesso prima del sacrificio Pasquale nel quale si richiede digiuno e disciplina.. diventa oggi pallido simulacro del precedente. Svuotato ulteriormente di significato e privato delle sue radici storiche, psicologiche e sociologiche non rimane che un ennesima data nel calendario nella quale spendere soldi e mangiare il dolciume tipico di turno.
Oppure,
con un po’ di impegno e attingendo alla spiccata fantasia dei bambini, oltre che a quella dei “nostri” bambini interiori, può diventare la nuova opportunità per rendere onore alle nostre radici e trasformare in magico ciò che è babbano, in Sacro ciò che è profano.
E forse possiamo così riscoprire che siamo noi gli artefici delle nostre Vite..
e che sta ad ognuno di noi .. e poi “insieme” .. Creare e Co-Creare questa magia che per tanto tempo ha abitato la nostra terra creando bellezza e coesione .. Cultura!
Si, perchè per quanto la cultura dominante, ovunque, nel mondo, abbia provato a schiacciare ed a reprimere le usanze popolari.. ovunque nel mondo queste si sono trasformate per tramandare quell’antica conoscenza che “ricorda” agli uomini la propria natura e l’importanza del tessuto sociale come contenitore e fertilizzante per una crescita equilibrata.
È ben vero che talvolta queste feste e taluni rituali funzionano più come “valvola di sfogo”di una vita ormai gerarchizzata in cui la vitalità è stata repressa in nome dell’ordine (?) imposto, ma rimangono comunque opportunità per celebrare insieme la Vita e ricordare quell’età dell’oro in cui non c’erano padroni e schiavi.. ma solo uomini che condividevano.
E noi oggi cosa possiamo fare?
L’invito è quello di prendere spunto dal messaggio che portano queste feste,
il carnevale vuole maschere e ricorda un ribaltamento dei ruoli ?
Bene!
Giochiamo!
Proviamo a guardarci in faccia, a noi stessi ed in famiglia, e proviamo con amore e comprensione a chiederci ..
quale ruolo ho incarnato fino ad oggi?
E all’altro..
quale ruolo ti ho dato fino ad oggi?
E poi insieme ..
facciamo cambio?
O .. possiamo spogliarci, almeno per un giorno.. di questi ruoli ?
E ai più piccini, spesso schiacciati dalle nostre mascere e ruoli..
se oggi fossi tu al comando.. cosa vorresti fare?
Voglio sottolinearlo.. il confine fra ciò che è pericoloso e ciò che è sicuro, lo reggiamo noi genitori!
Ma anche in questo.. se ci va .. proviamo a fare un passo indietro..
è davvero un pericolo ciò che “io percepisco come pericoloso” ?
O è una paura appresa ?
Si, perchè ognuno di noi in questa vita ha le sue paure, sono umane e vanno rispettate, ma queste possono anche essere fredde e pesanti maschere che ci portiamo addosso senza sapere di indossarle.. e il vero peccato è che ci impediscono di vederci.. di farci vedere davvero per come siamo.. di vedere veramente gli altri per come sono.. e quindi di entrare davvero in contatto con gli altri.. e di condividere una vita di contatto, di amore, di gioco e di abbondanza..
proprio come secondo la leggenda, o è storia troppo difficile da credere?
Succedeva nell’età dell’Oro.