LO SCOPO DELL’ANIMA

Come regola generale, tutti veniamo al mondo per realizzare un lavoro particolare: un’opera unica, che costituisce il cuore centrale attorno al quale ruota lo scopo della nostra Anima.

Il piano dell’Anima è di amplio respiro. Non riguarda soltanto questa fase della vita, ma un cammino molto più vasto.
Non si limita al compimento di un limitato compito, abbraccia piuttosto sfere ampie e complesse dell’esistenza che mirano a farci acquisire consapevolezze del nostro essere e del nostro “stare” in questa dimensione.
Le Relazioni rappresentano una di queste sfere, sono le più difficili da integrare, da comprendere, da armonizzare. Sono così difficili perché ci chiedono continuamente di aver coscienza dei limiti della nostra mente e delle nostre credenze, dei nostri abiti ai quali spesso siamo troppo affezionati per renderci conto che anziché permetterci di comunicare, con l’altro, ci separano.
E’ da qui che si forma il concetto di “rispetto”.

Il corpo fisico è lo strumento reale attraverso cui il progetto dell’Anima può prendere forma.
Per questo è così importante prendersi cura del corpo e imparare ad ascoltarlo, perché i suoi sintomi, le sue emozioni e i suoi segnali sono parte del linguaggio con cui la vita ci orienta.
Ogni sintomo ci chiede di osservare un aspetto della nostra vita sul quale non stiamo prestando attenzione.
é proprio partendo dal corpo che tante persone iniziano il percorso spirituale!!
Pensiamo a quante persone, nel non trovare sollievo alle proprie sofferenze, rompono i muri del dogma, della scienza ufficiale, della medicina “allopatica” (che cura il sintomo, ma non la radice di ciò che lo genera), e si aprono ad una ricerca che comincia a toccare altri livelli dell’esistenza: la medicina delle piante, delle pietre, delle sfere energetiche e persino di quelle celesti.

L’oblio fa parte del viaggio. Dimenticare chi siamo stati è necessario, perché l’Anima possa liberarsi dalle maschere delle vite precedenti e anche da quelle che, in questa vita, costruisce per non sentire il dolore, la paura o la mancanza.
Solo attraversando questo velo possiamo ritrovare noi stessi in modo autentico.
Bisogna vincere la Paura e il Giudizio, terribili mostri che si sono formati con la nostra personalità e che son cresciuti dentro di noi pian piano che ci imparavamo a definirci nelle maschere anziché nell’essenza.

Non esistono scopi più importanti di altri.

Essere madre. Essere padre. Nutrire, prendersi cura, accompagnare i propri figli a realizzare il loro destino…
Vale quanto essere un artista, un re, un presidente o una celebrità.

Poiché ognuno di noi è..

Ogni scopo vale una vita in sé.

Ogni gesto che nasce dall’amore partecipa allo stesso disegno.

Esistono però sacrifici coscienti e sacrifici incoscienti.
Spesso facciamo molto per gli altri, ma è fondamentale riconoscere da quale impulso nasce ogni nostra azione.

Più l’amore che doniamo è cosciente, più l’onda che genera è ordinata, armonica, capace di portare equilibrio non solo nella nostra vita, ma anche in quella di chi ci circonda.

Perché, in fondo, realizzare lo scopo comune significa realizzare il proprio scopo.

È questo uno degli insegnamenti più profondi che attraversa il mondo da Oriente a Occidente.
Dalle antiche Upanishad, con “Tat Tvam Asi” — Tu sei Quello —
fino al saluto dei popoli nativi d’America, “In Lak’ech” — Io sono un altro te — .

Tutto ci ricorda la stessa verità: “siamo Uno”.

C’è tanto da meditare su questo.

Ma, soprattutto, c’è tanto da camminare.

Perché non è la sola mente a creare la realtà: sono i nostri sguardi, le nostre parole, le nostre azioni.
È il modo in cui scegliamo di abitare il mondo, ogni giorno.

Alberto
Uomo Medicina

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