Il Concetto del Continuum

Viviamo in un tempo in cui molti di noi non hanno ricevuto dei modelli genitoriali che possiamo definire sani ed equilibrati.

Questo lo possiamo osservare nelle conseguenze,
uomini e donne con problemi relazionali, tantissimi divorzi, dipendenze, nevrosi, psicosi..
una massa, una società che lotta contro le incombenze, più orientata alla sopravvivenza  piuttosto che al piacere.
Prenderne consapevolezza è il primo passo per non ripetere inconsciamente ciò che abbiamo ereditato.
Questo  ci permette di uscire dai binari scavati dalle nostre storie familiari e..
di riscrivere le nostre storie.
Nostre ..e dei nostri figli.

Ampliando lo sguardo laddove l’occidente è arrivato tardi per esportare i propri “costumi” .. possiamo scoprire delle culture nelle quali le cose vanno un po’ diversamente.
Nel suo libro che ha ispirato migliaia di persone in tutto il mondo, “il concetto del continuum”, la psicologa Jean Liedloff ci racconta di come, per esempio, nella tribù degli Yequana, dove lei ha dimorato per diverso tempo..
i bambini non litighino, mai, non hanno le compulsioni dei bambini occidentali, sono molto più Presenti, felici, in contatto con se stessi, e sicuri di Sè.
E così i genitori..
genitore sano.. bambino sano.. adulto sano..

Cosa possiamo imparare da loro per stare meglio con noi stessi e con i nostri cuccioli?

Il nostro modello socio-culturale è molto diverso da quello di una tribù della foresta amazonica, questo è certo, eppure siamo umani, come loro.
E quindi.. “Resilienza”!
Da qualche anno questa parola ha preso molto piede, e quanto ci servirebbe per poter sciogliere quelle rigidità che ci fanno rimanere bloccati nei nostri schemi auto-distruttivi!
Ebbene si!
Possiamo attingere, anche qui, alle conoscenze che queste tribù ci raccontano, ai loro modi di vivere la famiglia, la genitorialità..  la tribù.

Questo è il focus del percorso “il concetto del Continuum”
un percorso strutturato in 3 fine settimana nei quali, modulo per modulo, entreremo in contatto con i tesori di questa conoscenza e attraverso un lavoro bio-energetico, emotivo e corporeo, li porteremo dentro di noi.
Non solo concetti, ma esperienza viva e vivificante.

Nel primo modulo approfondiamo il tema della relazione “adulto-bambino”
sia l’adulto un genitore, un tutore o un educatore, comprendiamo queli dinamiche si instaurano fra i due tali da non permettere una vera comunicazione e di conseguenza un blocco per il bambino.
Una testimonianza osservata nei lavori precedenti è quella dell’educatrice che inconsciamente “chiede” al bambino di fare bene; lei pensa che sia per il bene del bambino, ma il bambino “sente”, “percepisce” la tensione dell’educatrice (che sta rivivendo inconsapevolmente il suo trauma) e quindi rimane bloccato, inibito.
Osservare questa dinamica indagando il campo permette all’educatrice di prendere contatto con questa parte ferita di Sè e di porsi nella migliore maniera nella prospettiva “educativa” nei confronti del bimbo.
Educare da Educere che ricordiamo significare “portare fuori”, con i tempi del bambino !

Nel secondo modulo entriamo nel vivo del lavoro su di Sè, la relazione col bambino interiore.
Come osserviamo infatti dalle culture antropologiche rimaste integre e come ci suggerisce la psicologia oggi, essere in contatto con questa dimensione dell’essere significa per noi “Vitalità, Creatività, Piacere, Gioia, Soddisfazione e Sicurezza di Sè”.
Comprendere quali dinamiche ci hanno fatto dimenticare/allontanare/reprimere questa nostra dimensione è proprio la porta che abbiamo bisogno di aprire se vogliamo recuperare queste Qualità nella nostra Vita.

Nel terzo modulo portiamo infine un argomento che oggi è sempre più discusso, per fortuna, poiché abbiamo compreso quanto sia importante, anzi “fondamentale”, poiché pone le fondamenta del nostro percepire la realtà che viviamo, “l’Imprinting”.
Sono le nostre percezioni, di fatto, a descrivere la nostra realtà, ma le percezioni non sono i fatti.
I fatti non sono dolorosi di per sé, è il nostro percepito a renderli dolorosi.
Perché questo?
Come e quando abbiamo imparato, per esempio, che stare sotto la pioggia non va bene, che fa stare di male umore e ci fa venire il raffreddore.. quando lo stesso non vale per chi vive nella foresta che sotto la pioggia ci danza e non si ammala?
L’Imprinting, il momento della nostra nascita, è un momento cruciale della nostra vita poiché imprime dentro di noi un mondo di sensazioni, percezioni, pensieri ed emozioni che se non rielaborati, scriveranno il nostro modo di percepire la vita.
Durante questo modulo faremo un lavoro di regressione emotivo-corporea alla nascita che ci permetterà di ri-scrivere il nostro modo di percepire la realtà.

Non è poco.
Anzi.

Se siete capitati qui e siete arrivati a fine lettura forse non è un caso,
se sentite che è il momento di fare questo primo passo e che per voi il momento è maturo
siete invitati a prendere contatto con noi per iscrivervi al prossimo seminario.

https://www.pachamamaolistica.it/evento/formazione-il-concetto-del-continuum-genitori-educatori/